Appunti su macroeconomia e tassi d'interesse

        Appunti                                                                                                      

                 .

   Il concetto base è che bassi tassi d'interesse sono sintomo di economia debole.
   Invece tassi d’interesse un po’ più alti sono generalmente sintomo di economia forte.


   Allo stesso modo, un altro assunto è che la bassa INFLAZIONE  è NEMICA dell'economia di un paese. Il pensiero che la BCE faccia male a voler alimentare l'inflazione ora che i prezzi “finalmente scendono” è errato, vuol dire non avere idea di come funziona la macroeconomia.             Una economia con bassa inflazione o zero inflazione cade in una spirale negativa per la quale il consumatore NON consuma, attratto dall'idea che i prezzi diminuiranno ancora. Si crea cioè un'ASPETTATIVA. Di conseguenza le aziende non vendono, cala l'occupazione, quindi calano i salari e così via in un circolo vizioso.


   E' per questo motivo che, in un momento di crisi del sistema, le banche centrali cercano, tramite operazioni non convenzionali, di stimolare l'inflazione. Perchè, per quanto la cosa vada contro il semplice ragionamento di cittadini e consumatori, un certo tasso d'inflazione serve.


    Per quale motivo allora le banche centrali tagliano i tassi di interesse? Le banche centrali, in momento di acuta crisi, tagliano i tassi di interesse per favorire il credito e per deprezzare la moneta e favorire le esportazioni. L’obbiettivo è quello di dare uno shock al sistema economico e riattivare i consumi. Ad un certo punto ( si spera) le misure straordinarie non convenzionali producono i loro effetti e, grazie al riattivato ciclo economico, l'inflazione inizia ad aumentare.


   Che poi è semplicemente quello che ora stiamo vagamente iniziando a vedere anche in Europa: l'accesso al credito è un pò più facile, le banche erogano di più, grazie al Quantitative Easing  ( QE )  si intravede un alleggerimento della tassazione e l'ASPETTATIVA di inflazione da un'ulteriore spinta ai consumi.

   Nel momento in cui l'economia cessa di indebolirsi e l’andamento economico "si gira", allora anche le misure non convenzionali devono rientrare. Per il semplice fatto che, usando una metafora, il malato sta iniziando a guarire e la medicina va ridotta. Se ad un ammalato viene la febbre gli somministriamo un antibiotico. Se dopo 6 giorni l'antibiotico non viene ridotto e infine tolto, ma si continua a somministrarlo per 6 mesi, l’ammalato va in assuefazione e, in caso di una nuova febbre in futuro, non avremmo nuove medicine per combatterla!


   Le banche centrali non hanno molte azioni disponibili oltre il taglio dei tassi ed, eventualmente, un QE. Per cui, cessata la fase acuta della crisi, devono tornare in possesso delle loro armi. Aggiungiamo che inoltre man mano che le cose migliorano e che le aspettative migliorano, l'inflazione inizia a correre.



   Prima abbiamo detto che l'inflazione è una cosa buona. Meglio sarebbe dire "un pò di inflazione è una cosa buona". Le banche centrali quantificano questo "un pò" con un valore prossimo e inferiore al 2%. Col taglio dei tassi e col QE si da una spinta  alla ripresa dell'inflazione, si "pilota"  questa risalita. E la percezione di questo "inizio di risalita" spinge, chi puo' permetterselo, a comperare oggi quello che domani potrebbe costare di più.

In tal modo la domanda complessiva aumenta.

 

   Importante, quindi, tener presente come una delle variabili FONDAMENTALI in economia siano i CONSUMI. Essi sono una componente vitale. E i consumi si basano non solo sul reddito disponibile oggi, ma anche sull'aspettativa del reddito futuro. Non a caso  si è evidenziata più volte la parola "ASPETTATIVA". Quanto si spende oggi non è dato solo da quanti soldi si hanno in tasca, ma anche da quanto ci si aspetta di averne domani. Se la domanda aumenta, aumenta la produzione delle imprese. Di conseguenza aumentano le assunzioni. L'aumento delle assunzioni comporta una crescita dei salari, e l'economia riparte.

   Per concludere: il rialzo dei tassi di interesse è sintomo di un'economia in ripresa, di un’economia che sta ripartendo e ha già affrontato l’apice della sua crisi. Anche se, inizialmente, i mercati potrebbero non esserne contenti.

 

Il paragone che si fa è banale ma efficace: è come quando al tossicodipendente si toglie la droga. Nel medio periodo starà bene. Nel breve periodo avrà le crisi di astinenza.

19/09/2015

Ringrazio Matteo Fiorito per la preziosa collaborazione.